Marguerite Yourcenar e la differenza

Riprendiamo da minima&moralia la trascrizione di un’intervista a Marguerite Yourcenar, un video in tre parti, disponibile su You Tube, per la prima volta trascritto, tradotto e editato in una versione più fruibile alla lettura da Bianca Moretti e Margherita Macrì:
«Tempo fa ci siamo imbattute in un’intervista a Marguerite Yourcenar che guardava al femminismo in una maniera che potrebbe risultare un poco provocatoria, eppure intelligentissima a nostro parere». (Noi lettori italiani possiamo ringraziarle per averci reso questi pensieri più accessibili).

Sono belle e profonde, come sempre, le parole di Marguerite Yourcenar. Disallineate, come tutte le parole belle e intelligenti.
Preziosi stralci, che scavano e illuminano. E si sente appena che sono parole dette nel 1981…


(…) Fermo restando che la donna era considerata inferiore all’uomo, che era in una condizione svantaggiata, rappresentava comunque la creatura che metteva al mondo i bambini. Era la creatura che lavava, cresceva, nutriva e vestiva i bambini, dando loro la prima lezione d’umanità, in un certo senso. Era la persona che spesso si prendeva cura dei malati, che preparava i morti, etc… ed era molto più vicina alla realtà di base di quanto lo fossero molti uomini. La donna potrebbe portare questo senso profondo di realtà, fisica, carnale e fisiologica che manca tantissimo nella nostra società. Ed ecco come dovrebbe entrare in gioco la figura femminile: mostrando l’importanza e la sacralità di tutto ciò. E se la donna facesse questo, immediatamente giocherebbe un grande ruolo dal punto di vista del pacifismo, della libertà, del diritto civico, etc., perché comprenderemmo maggiormente i meccanismi della vita e della morte, a cui la donna è per forza di cose, poverina, estremamente vicina da secoli.

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